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	<title>Fridamagazine</title>
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	<description>Ironica, Irriverente, Femminile, Engagè.</description>
	<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 15:54:25 +0000</pubDate>
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		<title>CRONACA. Answers: lotta femminile al call center</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 15:47:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[E&#8217; passato un anno da quando i dipendenti del secondo call center più grande d&#8217;Italia erano in sciopero generale. Motivazione: gli stipendi non arrivano più. L&#8217;”Answers” di Pistoia, oggi Call Call, 436 donne su un totale di 560 operatori, viene occupato 24 ore su 24. 
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-
Dopo due mesi di assemblee generali e occupazioni notturne i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2717" title="sede-answers" src="http://www.fridamagazine.it/wp-content/uploads/2010/09/sede-answers.jpg" alt="" width="250" height="147" /><em>E&#8217; passato un anno da quando i dipendenti del secondo call center più grande d&#8217;Italia erano in sciopero generale. Motivazione: gli stipendi non arrivano più. L&#8217;”Answers” di Pistoia, oggi Call Call, 436 donne su un totale di 560 operatori, viene occupato 24 ore su 24. </em><span id="more-2716"></span></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>Dopo due mesi di assemblee generali e occupazioni notturne i lavoratori non ottengono niente. Il lavoro c&#8217;è, l&#8217;Answers ha la commessa dei call center per Enel e Telecom Italia Mobile, sono le mensilità che non arrivano. I dipendenti si danno il turno, c&#8217;è chi rimane una settimana, chi resiste anche quella dopo. La lotta è l&#8217;unico modo per protestare a una dirigenza che non rispetta i loro diritti. <strong>L&#8217;azienda è composta dall&#8217;80% da donne, che si sono autorganizzate per lottare contro l&#8217;attuale dirigenza e per il diritto di conoscere il futuro dell&#8217;azienda. </strong><br />
Arriva la sera. <strong>Lungo i corridoi, si cena, si chiacchiera attorno ai tavoli, ci si stende dentro i sacco a peli. </strong>L&#8217;atmosfera è serena, i dipendenti resistono insieme. Il pomeriggio si riempe di bambini. Le donne che hanno preso l&#8217;iniziativa di occupare l&#8217;azienda ci credono, si fanno forza, e non cedono.</p>
<p>Alla fine accadeva il miracolo, nessun licenziato, e una gestione societaria che riprende i binari della trasparenza e del rispetto.</p>
<p>A distanza di un anno l&#8217;interessante <strong>audiodocumentario di Miriam Lepore</strong> che passò con loro un giorno e una notte ci fà rivivere quella lotta caparbia tutta femminile.</p>
<p>In ascolto al link:</p>
<p><a href="http://www.audiodoc.it/archivio_scheda.php?id_scheda=149">http://www.audiodoc.it/archivio_scheda.php?id_scheda=149</a></p>
<p>Per info:</p>
<p><a href="http://answerspistoia.wordpress.com/">http://answerspistoia.wordpress.com/</a></p>
<p>di Claudia Selmi</p>
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		</item>
		<item>
		<title>IRRIVERENTE. Compartecipazione: come gli uomini sopravvivono al ciclo femminile</title>
		<link>http://www.fridamagazine.it/?p=2711</link>
		<comments>http://www.fridamagazine.it/?p=2711#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 13:37:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Storie di Fallocentrismo]]></category>

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		<description><![CDATA[La fase di ovulazione provoca nella donna sbalzi ormonali.
Questi generano nervosismi che si riversano quasi totalmente sull’uomo che, di natura distratto, non ha - nel senso che non possiede - la sensibilità necessaria per tranquillizzare la donna.
La donna, con oscillazioni ormonali e seno gonfio, alterna sensazioni riassumibili in: senso di profonda sfiducia, tristezza per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2712" style="margin: 5px;" title="compartecipazione" src="http://www.fridamagazine.it/wp-content/uploads/2010/09/compartecipazione-300x195.jpg" alt="" width="300" height="195" />La fase di ovulazione provoca nella donna sbalzi ormonali.</p>
<p>Questi generano nervosismi che si riversano quasi totalmente sull’uomo che, di natura distratto, non ha - nel senso che non possiede - la sensibilità necessaria per tranquillizzare la donna.</p>
<p>La donna, con <strong>oscillazioni ormonali e seno gonfio</strong>, alterna sensazioni riassumibili in: senso di profonda sfiducia, tristezza per la sua - dell’uomo - natura immodificabile, presa di coscienza sulla sua impossibilità di essere compresa, per i limiti emotivi dell’uomo e non perché lei sia complessa,<strong> gonfiore diffuso, irritabilità e nausea.<span id="more-2711"></span><br />
</strong></p>
<p>La complessa sintomatologia non è precisa e non se ne conoscono ancora le cause scatenanti. Alcune - poche - fortunate non accusano nessuno dei sintomi sopra indicati mentre altre sono vittime di una vera e propria <strong>disfunzionalità generalizzata</strong>.</p>
<p>L’uomo intelligente prende atto del dolore femminile e adotta la strategia denominata della <strong><em>compartecipazione</em></strong>.</p>
<p>La scarsa confidenza con il dolore e l’abitudine (o attitudine?) maschile a pensare che la donna abbia reazioni esagerate, rendono poco credibile il tentativo di creare un legame empatico reale, che assume inevitabilmente<strong> forme ambigue e grottesche d’affetto</strong>.</p>
<p>La donna, a questo punto sempre mossa dal profondo sentimento al confine tra la compassione e la pena, <strong>apprezza lo sforzo </strong>tollerando il tentativo e trovandolo, nel suo complesso, quasi tenero.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>di Erica Scigliuolo</strong></p>
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		<item>
		<title>DONNE NELLA STORIA. Christine de Pizan. L&#8217;incredibile vita di una donna nel medioevo</title>
		<link>http://www.fridamagazine.it/?p=2701</link>
		<comments>http://www.fridamagazine.it/?p=2701#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 11:46:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Donne nella Storia]]></category>

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		<category><![CDATA[storia delle donne]]></category>

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		<description><![CDATA[Christine de Pizan è del 1364, è italiana, ma dall’età di 4 anni vive in Francia: il padre è medico-astrologo presso la corte francese e Christine cresce fra i libri: divora filosofia, divora letteratura e divora poesie. Se li mangia i libri, lei donna d’alto medioevo, caso raro di educazione concessa ad una donna. Se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><img class="alignleft size-medium wp-image-2703" style="margin: 5px;" title="pisan" src="http://www.fridamagazine.it/wp-content/uploads/2010/09/pisan-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" />Christine de Pizan</em></strong> è del <strong>1364</strong>, è italiana, ma dall’età di 4 anni vive in Francia: il padre è medico-astrologo presso la corte francese e Christine cresce fra i libri: divora filosofia, divora letteratura e divora poesie. Se li mangia i libri, lei donna d’alto medioevo, caso raro di educazione concessa ad una donna. Se li mangia con lo studio. E’ il padre Tommaso a volere per lei <strong>un’educazione pari e uguale agli altri figli maschi.</strong> <span id="more-2701"></span></p>
<p>A quindici anni Christine sposa un notaio di corte, <em>Etienne de Castel,</em> dal quale ha tre figli che educa, istruisce, cresce al meglio di sé. Al suo fianco un marito che ama. Poi, nel giro di dieci anni Christine perde tutti: muore Carlo V, a cui Christine era molto legata, e con lui svanisce il lavoro del padre a corte. Il nuovo re è Carlo VI. Quello detto il pazzo, per intenderci. Nel 1387 e poi nel 1390 muoiono il padre Tommaso e il marito Etienne.</p>
<p>Una <strong>donna sola alla fine del’300</strong> non può esistere, sopravvivere, vivere. Lei però, che non vede nella donna solo la pacificatrice delle mura domestiche, lei che affianca la donna alla politica, che considera il suo sesso il miglior garante della pace e della concordia a livello di corte così come a livello di stato, non demorde. Ha tre figli da crescere e un&#8217; anziana mamma da accudire. E l’unica cosa che ha fatto nella vita è studiare, istruirsi ed istruire. Trasforma tutto ciò nel suo mestiere: <strong>Christine diventa scrittrice di professione</strong>. Compone ballate, opere di stampo pedagogico, poesie, racconti in prosa, trattati politici. Inizia un&#8217;attività di copista e miniaturista e compie persino ricerche storiche: sarà lei a redigere la biografia di Carlo V.</p>
<p>Un importante spunto di riflessione sulla condizione femminile le viene suggerito da un&#8217;opera di<strong> Jean de Meung,</strong> chierico e professore universitario che verso la fine del 1200 aveva ripreso un&#8217;opera incompleta di un romanziere cortese, <strong>Guillaume de Lorris</strong>. L&#8217;opera incompleta, intitolata <em><strong>Roman de la Rose</strong></em>, e conclusa da Jean de Meung, dipinge la donna come debole e misera, perfida e ammaliatrice, cattiva seduttrice che confonde, con la sua grazia, i poveri ometti.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-2704" title="christine_de_pisan_319x319" src="http://www.fridamagazine.it/wp-content/uploads/2010/09/christine_de_pisan_319x319-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p>Christine critica formalmente l&#8217;opera del chierico e scatena una vera e propria querelle. Per molti è la prima querelle femminista della storia. Christine non ama i mezzi termini. Le cose per lei sono chiarissime: gli uomini e le donne sono uguali, in tutto e per tutto. Nella <strong>corte di Francia</strong> si scatena il putiferio. Alcune dame con “pedigree” di tutto rispetto si schierano con Christine (basti ricordare Isabella di Baviera, moglie del re di Francia), mentre intellettuali, chierici e politici si lamentano della sconsideratezza delle affermazioni di Christine.</p>
<p>E&#8217; però fra il 1404 e il 1405 che Christine de Pizan raggiunge la fama. Scrive infatti l&#8217;opera <em><strong>La città delle Dame </strong>( Livres de la Cité des Dames)</em> e con autoironia e sarcasmo (tecnica diciamo non proprio in voga in quei secoli), parla di misoginia e di condizione femminile.</p>
<p><em>&#8220;Ahimè, mio Dio, perché non mi hai fatto nascere maschio? Tutte le mie capacità sarebbero state al tuo servizio, non mi sbaglierei in nulla e sarei perfetta in tutto, come gli uomini dicono di essere&#8230;&#8221;. </em></p>
<p>Per tutta l&#8217;età adulta scriverà opere spesso criticate. Tra le altre:  <em>Le Livre de Corps de Police</em>, in cui invita i principi ad aiutare le vedove, l&#8217;autobiografico<em> L&#8217;Avision-Christine</em>, <em>L&#8217;Epistre au Dieu d&#8217;Amours</em>, in cui condanna chi diffama le donne,<em> Le Livre de Trois Vertus</em>, ideale continuazione de <em>La Città delle Dame</em>, nel quale incoraggia le donne ad essere forti e a pretendere rispetto.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>di Chiara Levi </strong></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>Vi segnalo che è uscito al cinema qualche mese fa il film <em><strong>Christine Cristina</strong></em>, per la regia della “debuttante” <em><strong>Stefania Sandrelli</strong></em> che ha deciso di passare dall&#8217;altra parte della macchina da ripresa proprio per raccontare la vita di una donna di fine &#8216;300.</p>
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		</item>
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		<title>DONNE OGGI. &#8220;Vivo altrove&#8221;, Claudia Cucchiarato e la generazione Ninguno</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 15:46:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Claudia Cucchiarato è una ragazza di Treviso che abita ormai da cinque anni a Barcellona. Lavora come giornalista free lance per edizioni locali e italiane, e ha scritto &#8220;Vivo altrove&#8221;, un libro su tutti quelli come lei: i ragazzi della generazione Ninguno. Ninguno perché è stata “nessuno” quando è arrivata in Spagna – dove la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2674" title="copertina-vivolatrove1" src="http://www.fridamagazine.it/wp-content/uploads/2010/08/copertina-vivolatrove1-201x300.jpg" alt="" width="201" height="300" /><em>Claudia Cucchiarato è una ragazza di Treviso che abita ormai da cinque anni a Barcellona. Lavora come giornalista free lance per edizioni locali e italiane, e ha scritto <strong>&#8220;Vivo altrove&#8221;, un libro su tutti quelli come lei: i ragazzi della generazione Ninguno.</strong> Ninguno perché è stata “nessuno” quando è arrivata in Spagna – dove la posta le veniva destinata a nome “Ninguno” - , e fino ad ora è stata nessuno in Italia, dove non era fisicamente presente.</em><span id="more-2673"></span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Sono i ragazzi espatriati e che vivono all&#8217;estero e che non tornerebbero in Italia. Nel libro “Vivo altrove” di Claudia Cucchiarato, le loro storie trovano una voce, e gridano che ci sono. Spiegano cosa c&#8217;è che va negli altri paesi che qui non va, parlano dei motivi che li hanno spinti ad andarsene, quasi sempre per amore o per lavoro, e dei motivi per cui non tornerebbero. Secondo l&#8217;autrice, uno dei problemi principali è che in Italia non esiste cura e rispetto per quello che è pubblico. Altri problemi sono la gerontocrazia, i baronati, la televisione e il moralismo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Gli italiani che vivono all&#8217;estero potrebbero essere addirittura 200.000, ma è un numero impossibile da calcolare perché spesso non sono registrati e non hanno residenza. Ma sono moltissimi, e anche il governo ha dovuto accorgersene in occasione delle elezioni, quando il loro voto avrebbe potuto capovolgerne i risultati.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Uno dei punti chiave sollevato da Claudia Cucchiarato è che in Italia è difficile trovare la serenità. E&#8217; difficile sentirsi europei, mentre una coscienza globale negli altri paesi si sta formando, in Italia non è così. La burocrazia immobilizza ogni vitalità e progetto e la mentalità generale degli italiani si sta fossilizzando in un pericoloso realismo senza vie di scampo. Dall&#8217;estero sono difetti che si vedono in modo ancora più lucido.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Non c&#8217;è soluzione vivente. <em>L&#8217;importanza di questo libro è iniziare un dialogo tra questi trentenni scomparsi dalla loro patria e coloro che, prima durante o dopo, vi rimangono</em>. L&#8217;importante sarebbe riuscire a mettere in contatto e in circolo tutto il patrimonio di ricchezza culturale che i ragazzi hanno accumulato, essere coraggiosi, provarci anche in Italia. Che è un&#8217;isola, più che una penisola, come afferma qualcuno, che ha bisogno di dialogare, di trovare un terreno comune fertile e reale, e di tanta azione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Riguardo le bellissime presentazioni di questo libro, si possono vedere dei video, di cui trascrivo i link. A Roma ha partecipato anche Concita De Gregorio, con parole stupende riguardo al bisogno di esserci, presenti, nei luoghi, con mani, occhi e orecchie, non basta più l&#8217;esserci virtuali per cambiare le cose, e dare il via a una rivoluzione dall&#8217;interno.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.vivoaltrove.it/">http://www.vivoaltrove.it/</a></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">il sito del libro con tutte le presentazioni e i link ai blog di italiani in città straniere</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://barcellonaitalia.blog.unita.it//">http://barcellonaitalia.blog.unita.it//</a></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">il blog di Claudia Cucchiarato su l&#8217;Unità</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Grazie alla globalizzazione, trasporti poco costosi e moneta unica, etc., è molto più facile viaggiare, e stabilirsi in altri paesi, succede in tutto il mondo, ma mentre tutti i paesi d&#8217;Europa esportano le proprie risorse giovanili tanto quanto ne importano, l&#8217;Italia rimane con un grosso squilibrio: tutti se ne vanno e nessuno arriva.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Secondo la teoria di <strong>Giuseppe Genna</strong>, articolata in &#8220;Italia de Profundis&#8221;, l&#8217;Italia da questo punto di vista sta anticipando un processo di decadimento culturale che strangolerà tutti i paesi più avanzati.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Secondo <strong>Marco Paolini</strong>, come espresso in “I Miserabili, io e Margaret Thatcher”, gli italiani si sono ammalati di un realismo che solo i sogni e la speranza in qualcosa di diverso, in qualcosa di più bello di così, possono portare via, in nome di un paese dove si possa vivere bene, felici.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">I problemi relativi alla generazione dei giovani in Italia sono moltissimi e coinvolgono anche tutte le altre problematiche del nostro paese. Il dialogo iniziato da Claudia Cucchiarato è importante, serve a riallacciare le fila di questo silenzio, perché il silenzio degli assenti, dei morti di sonno (- dalla graphic novel di Davide Reviati -), degli espatriati, dei teledipendenti, degli anestetizzati si fa sentire, e qualcosa bisogna fare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
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<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em>Di Claudia Selmi</em></p>
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		<title>CINEMA. &#8220;Ai confini del paradiso&#8221;: le donne di Fatih Akin</title>
		<link>http://www.fridamagazine.it/?p=2662</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 15:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>

		<category><![CDATA["Ai confini del paradiso"]]></category>

		<category><![CDATA[auf der anderen seite]]></category>

		<category><![CDATA[donne coraggiose]]></category>

		<category><![CDATA[Fatih Akin]]></category>

		<category><![CDATA[festival di cannes]]></category>

		<category><![CDATA[resistenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Fatih Akin, il regista tedesco di origine turca che ha vinto numerosi premi per film come Soul Kitchen e La sposa turca, mi sorprende con il suo “Auf der Anderen Seite”, in italiano Ai confini del Paradiso (ma traduzione letterale “dall&#8217;altra parte”). E&#8217; uscito nel 2007, anno in cui vince il Premio per la Sceneggiatura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2663" title="aiconfinidelparadiso" src="http://www.fridamagazine.it/wp-content/uploads/2010/08/aiconfinidelparadiso.jpg" alt="" width="200" height="285" /><em>Fatih Akin, il regista tedesco di origine turca che ha vinto numerosi premi per film come Soul Kitchen e La sposa turca, mi sorprende con il suo “Auf der Anderen Seite”, in italiano Ai confini del Paradiso (ma traduzione letterale “dall&#8217;altra parte”). E&#8217; uscito nel 2007, anno in cui vince il Premio per la Sceneggiatura al Festival di Cannes.</em><span id="more-2662"></span></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Il film divide le sorti dei protagonisti tra <strong>Germania e Turchia, Brema e Istànbul</strong>. Destini incrociati o per sempre deformati. Ritorni e partenze.</p>
<p>I suoi film sono costellati da alcune costanti: le fusioni e gli scontri tra i due paesi cari al regista, i personaggi sempre in trasformazione dentro storie articolate, e le donne raccontate in modo speciale. Sono coraggiose, combattono, e si rivelano, non hanno paura di stare sole, nascondono pistole, vanno in prigione, seguono i propri ideali, e li superano, sanno divertirsi, scappano, si fanno la doccia in piscina perché a casa non ce l&#8217;hanno.</p>
<p>In Auf der Anderen Seite, ci sono due donne che muoiono, e altre due che si pentono. Due s&#8217;innamorano, e due che non s&#8217;incontreranno mai. Attraverso Germania e Turchia, viaggiano alla ricerca della loro amante o di se stesse, della propria figlia o di un senso.<br />
Quello che condividono non sono alcuni tratti della personalità, ma sono le storie. E le proprie stanze, di cui si prestano o prendono il posto.<br />
Due sono curde, due sono tedesche. Due madri e due figlie. La resistenza armata, e il pentimento quando ci si accorge di poter combattere con altre armi. Quando si viene espulsi dal proprio paese, e non sono sufficienti le accuse per richiedere l&#8217;asilo politico.<br />
<img class="alignright size-medium wp-image-2664" title="edgeofheaven" src="http://www.fridamagazine.it/wp-content/uploads/2010/08/edgeofheaven-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /><br />
Ed è là, <strong>“in un paese straniero dove non conosci nessuno”</strong>, che le sorti di quelle donne si capovolgono, che troveranno morte, o accoglienza.</p>
<p><strong>“Volevo fare un film su come si possa restare separati dai propri ideali, come si possa superarli e poi arrivare &#8220;dall’altra parte &#8221; “</strong> dichiara il regista.</p>
<p>Secondo me gli uomini del film sono solo una cornice. Sono in fondo più sereni e stabili delle donne, ma anche più marginali, forse perché sono meno capaci di superare i propri ideali. E&#8217; più difficile che si mettano alla prova, ed è per questo che nel cinema di Fatih Akin hanno ruoli minori.</p>
<p>Il regista ama i finali aperti, e in questo film, coincide con l&#8217;immagine di un uomo che guarda il mare.</p>
<p><em><br />
Di Claudia Selmi</em></p>
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		<title>MUSICA. Bikini Kill Festival</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 08:40:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

		<category><![CDATA[Catania]]></category>

		<category><![CDATA[festival]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 31 luglio si apre a Catania, presso i Mercati Generali, la 2a edizione del BIKINI KILL FESTIVAL.
Originario del Salento, il festival “femminile” Bikini si sposta quest’anno a Catania, riproponendo la formula “tutte artiste donne“.
’idea degli organizzatori ( Nera Press + Bananas Repubblik + Idioteque BRAnd) è quella di valorizzare i progetti musicali femminili dell [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fridamagazine.it/wp-content/uploads/2010/08/27534_137108612968409_8500_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2691" style="margin: 5px;" title="27534_137108612968409_8500_n" src="http://www.fridamagazine.it/wp-content/uploads/2010/08/27534_137108612968409_8500_n.jpg" alt="" width="200" height="283" /></a>Il 31 luglio si apre a Catania, presso i Mercati Generali, la 2a edizione del <strong>BIKINI KILL FESTIVAL</strong>.</p>
<p>Originario del Salento, il festival “femminile” Bikini si sposta quest’anno a Catania, riproponendo la formula “<strong>tutte artiste donne</strong>“.<span><br />
</span>’idea degli organizzatori ( Nera Press + Bananas Repubblik + Idioteque BRAnd) è quella di valorizzare i progetti musicali femminili dell nostro paese, spesso scarsi o poco conosciuti. Ne è nata una programmazione di qualità e un buon progetto:<span id="more-2690"></span></p>
<p><em>Per il LIVE ACT:</em><span><br />
</span>AMAVO (fromScratch records), duo composto dalle veneziane Silvia Lovo e Anna Lott. Per l’album “Happymess” hanno suonato in Italia e Europa.<span><br />
</span>HONY (Palermo/Roma) cantautrice siciliana.<span><br />
</span>HE SAID WHAT? (Marsiglia Records) Duo genovese “Singalong a manetta e giri semplici semplici” come recita il sito di Marsiglia Records</p>
<p><em>Per il DJ SET:</em><span><br />
</span>THE TORNADOES, MARY SUE &amp; MARY CHAIN, LADY KILLERS (dj Resident di Bananas Repubblik), TIKI DOLLS, MONOC + LIVE TATTOO, VIDEO PERFORMANCE, EXPOSITIONS, GRAPHIC ARTS</p>
<p>Evento presentato da:<span><br />
</span>era Press + Bananas Repubblik + Idioteque BRAnd</p>
<div></div>
<div style="text-align: right;"><strong>di Chiara Levi </strong></div>
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		<title>CRONACA. Giro Donna, ciclismo al femminile</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 08:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

		<category><![CDATA[bici]]></category>

		<category><![CDATA[ciclismo]]></category>

		<category><![CDATA[Giro Donna]]></category>

		<category><![CDATA[sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo ammetto. Dell’esistenza di un Giro d’Italia Femminile non ne sapevo nulla. Eppure il Giro d’Italia con cicliste professioniste è nato nel 1989 e quella di quest’anno è la sua 21 esima edizione.
L’edizione 2010 è partita il 2 luglio con la prima tappa Muggia-Trieste, percorso di 58 chilometri e una tedesca a vincere la tappa: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2687" style="margin: 5px;" title="07_02_10_girodonne_01_stage1_213-300x200" src="http://www.fridamagazine.it/wp-content/uploads/2010/08/07_02_10_girodonne_01_stage1_213-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" />Lo ammetto. Dell’esistenza di un Giro d’Italia Femminile non ne sapevo nulla. Eppure il Giro d’Italia con cicliste professioniste è <strong>nato nel 1989</strong> e quella di quest’anno è la sua <strong>21 esima edizione</strong>.</p>
<p>L’edizione 2010 è partita il 2 luglio con la prima tappa Muggia-Trieste, percorso di 58 chilometri e una tedesca a vincere la tappa: <em>Teutenberg Ina</em>. Le tre tappe successive hanno visto ancora la tedesca in testa, ma ieri, 6 luglio, è stata l’olandese <em>Marianne Vos</em> a mettersi la maglia rosa sulle spalle.<span id="more-2685"></span></p>
<p><span><br />
</span><span>Le tappe del </span><strong>Giro Donne</strong> sono 10 in totale e le cicliste copriranno un percorso di 913 chilometri, dal Friuli alla Lombardia, passando per il Veneto e il Piemonte. Le squadre in gara sono tredici, le nazionali coinvolte tre e centodiciassette le atlete in gara.<span><br />
</span> seguire le cicliste nel nord Italia ci sarà anche la <strong>BikeART</strong>, una bicicletta da corsa Kuota, rigorosamente</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-2688" title="20100311-ciclismo-giro-donne-2010-01" src="http://www.fridamagazine.it/wp-content/uploads/2010/08/20100311-ciclismo-giro-donne-2010-01.jpg" alt="" width="263" height="91" />femminile e dipinta e personalizzata dall’artista astrattista Roberto Spadea e autografata dalle madrine</p>
<p>Maria Grazia Cucinotta e</p>
<p>Rosanna Banfi, che hanno apposto la firma simbolica sul sellino della bici della salute. La bici verrà donata, al termine del Giro, all’associazione Susan G. Komen Italia e battuta all’asta in favore della ricerca per la prevenzione ai tumori al seno.<span><br />
</span>i ho detto tutto, ora potete seguire le tappe <a href="http://www.girodonne.it/portale/index.php?option=com_content&amp;task=blogcategory&amp;id=41&amp;Itemid=114" target="_blank">qui</a> e magari andare a fare un urlo di incoraggiamento.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>di Chiara Levi</strong></p>
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		</item>
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		<title>DONNE OGGI. Doppietta femminile per la Finlandia. Mari Kiviniemi è il nuovo premier</title>
		<link>http://www.fridamagazine.it/?p=2694</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 08:50:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[.]]></category>

		<category><![CDATA[Donne Oggi]]></category>

		<category><![CDATA[cronca]]></category>

		<category><![CDATA[elezioni]]></category>

		<category><![CDATA[Finlandia]]></category>

		<category><![CDATA[pari opportunità]]></category>

		<category><![CDATA[politica]]></category>

		<category><![CDATA[quote rosa]]></category>

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		<description><![CDATA[
Dal 21 giugno la Repubblica Finlandese può vantare un buon primato: il presidente della Repubblica e il primo ministro sono donne. La novità portata dal solstizio d’estate è stata proprio l’elezione di Mari Kiviniemi a premier della Finlandia.
Figlia del ’68 (è nata il 27 settembre 1968), Mari Kiviniemi aveva ricoperto già nel 2005 l’incarico di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2695" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="8917449-300x185" src="http://www.fridamagazine.it/wp-content/uploads/2010/08/8917449-300x185.jpg" alt="" width="300" height="185" /></p>
<p><span>D</span>al 21 giugno la Repubblica Finlandese può vantare un buon primato: il presidente della Repubblica e il primo ministro sono donne. La novità portata dal solstizio d’estate è stata proprio l’elezione di <strong>Mari Kiviniemi</strong> a premier della Finlandia.</p>
<p>Figlia del ’68 (è nata il 27 settembre 1968), Mari Kiviniemi aveva ricoperto già nel 2005 l’incarico di Ministro per il commercio estero e lo sviluppo e nel 2007 era stata nominata Ministro per la pubblica amministrazione.</p>
<p><span id="more-2694"></span><span><br />
</span>La Finlandia, paese in cui il <strong>diritto di voto</strong> alle donne fu concesso nel lontano <strong>1907</strong> e in cui la prima donna divenne ministro nel 1926, è diventato così il primo paese al mondo con premier e Presidente della Repubblica di sesso femminile. Da dieci anni infatti <strong>Tarja Kaarina Halonen</strong>, 67 anni, una figlia e un matrimonio celebrato quando ormai aveva 57 anni, è <strong>presidente della Finlandia</strong>.</p>
<p>La doppietta al femminile è stata rafforzata anche dalla percentuale di ministri donna, ben 11 su 20.<span> </span><strong>Mari Kiviniemi</strong>, del Partito di Centro, 41 anni e due  bambini, figlia di contadini e laureata in scienze politiche, è stata <strong>eletta il 21 luglio</strong> senza troppi clamori. In Finlandia infatti le donne sono sempre state elette con percentuali di tutto rispetto, hanno sempre partecipato alla vita politica e parlare di quota rosa è alquanto obsoleto, persino retrogrado.</p>
<p>Noi abbiamo appreso ieri il valore delle pari opportunità, loro le quote rosa già le snobbano.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>di Chiara Levi</strong></p>
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		<item>
		<title>CRONACA. Mamme-bambine: il fenomeno dilaga anche in Italia</title>
		<link>http://www.fridamagazine.it/?p=2650</link>
		<comments>http://www.fridamagazine.it/?p=2650#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 May 2010 13:53:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

		<category><![CDATA[bambine]]></category>

		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>

		<category><![CDATA[mamme]]></category>

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		<description><![CDATA[
Forse è solo un’impressione, ma basta fare zapping sui principali canali televisivi, sfogliare i più diffusi magazine o fare una veloce ricerca in rete, per accorgersi che il fenomeno delle mamme-bambine sia sempre più attuale.
Ogni anno in Italia vengono al mondo oltre 10.000 neonati da mamme teenager (tra i 13 e 19 anni). Un trend [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-2652 alignleft" title="juno2_11" src="http://www.fridamagazine.it/wp-content/uploads/2010/05/juno2_11-158x300.jpg" alt="" width="158" height="300" /></p>
<p>Forse è solo un’impressione, ma basta fare zapping sui principali canali televisivi, sfogliare i più diffusi magazine o fare una veloce ricerca in rete, per accorgersi che il fenomeno delle mamme-bambine sia sempre più attuale.<br />
Ogni anno in Italia vengono al mondo oltre 10.000 neonati da mamme teenager (tra i 13 e 19 anni). Un trend considerato ancora limitato nel nostro paese, ma sicuramente in forte crescita, e che in molti altri stati è già considerato una vera e propria emergenza.<br />
Nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Australia, Francia, Austria e in molti paesi dell’Est Europa, il fenomeno è senza ombra di dubbio molto più diffuso rispetto a quanto accade in Italia.</p>
<p>Ma la Sigo (Società Italiana di Ginecologia e Ostetrica), in occasione dell’ultimo convegno tenutosi a Roma nel dicembre 2009, ha voluto sottolineare la preoccupante situazione italiana circa le gravidanze in età adolescenziale: i casi sono in continuo aumento e di conseguenza anche le potenziali difficoltà di inserimento, di sviluppo e di integrazione sociale dei nuovi nati.<span id="more-2650"></span></p>
<p>La spiegazione di tale fenomeno non è chiara, ma le ipotesi sono innumerevoli: la scarsa (o nulla) conoscenza della contraccezione e della salute riproduttiva, una sessualità eccessivamente precoce tra i giovani, il tipico declino dei principi morali del mondo occidentale, i mass media (in particolare internet) e l’aumento dell’incoscienza dei teenager.<br />
Da non sottovalutare sono inoltre i radicali cambiamenti e le grosse problematiche che le giovanissime neo mamme sono costrette ad affrontare: come dirlo ai genitori, l’interruzione o sospensione del percorso scolastico, l’inevitabile isolamento sociale, gli eventuali problemi di salute e come tutto questo possa riflettersi negativamente sul futuro bambino.</p>
<p>Farsi un’idea di cosa significhi restare incinta a quest’età non è difficile ormai: su MTV è possibile seguire le vicende di giovanni “donne” (e giovani coppie) alle prese con la gravidanza e l’arrivo del loro primogenito. I programmi “16 and pregnant” e “Teen Mom” sono dei “docu-reality” americani, che racconta le storie di alcune teenager, seguite passo dopo passo, alle prese con dolori, ansie, gioie e preoccupazioni. Inoltre “MTV News” ha scelto come uno dei suoi temi portanti, proprio la maternità precoce nel nostro paese.</p>
<p>Intanto nel Regno Unito, dove il fenomeno è in crescita esponenziale, si corre al riparo. E per sostenere le precoci neo-mamme, è già stato ideato un progetto di “life coaching” su misura: lo scopo è quello di affidare le baby-mamme, con età inferiore ai 21 anni, a una sorta di “infermiera di sostegno”, pagata dal Servizio Sanitario Nazionale.</p>
<p>Sull’argomento, consiglio la visione del film “Juno” (2007), regia di Jason Reitman.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>di Francesco Puglia </strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>TEATRO. Se dal dolore di una madre nasce musica e danza</title>
		<link>http://www.fridamagazine.it/?p=2642</link>
		<comments>http://www.fridamagazine.it/?p=2642#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 May 2010 17:11:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Creativa]]></category>

		<category><![CDATA[Musica]]></category>

		<category><![CDATA[danza]]></category>

		<category><![CDATA[musical]]></category>

		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Immaginate che una mamma come tante perda un figlio, e che decida di alzarsi dal divano da cui guarda le soap. Immaginate che Vera Baruch, la mamma, decida di rendere viva la memoria del figlio, Fredy, grande appassionato di musica, danza e teatro, e che crei dal nulla un&#8217;associazione artistico musicale. 
L’associazione “Artistico-Musicale Fredy Sagray”, nata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fridamagazine.it/wp-content/uploads/2010/05/24927_373278364732_667574732_3384964_3264694_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2645" style="margin: 4px; border: 4px solid black;" title="24927_373278364732_667574732_3384964_3264694_n" src="http://www.fridamagazine.it/wp-content/uploads/2010/05/24927_373278364732_667574732_3384964_3264694_n.jpg" alt="" width="200" height="140" /></a>Immaginate che una mamma come tante perda un figlio, e che decida di alzarsi dal divano da cui guarda le soap. Immaginate che Vera Baruch, la mamma, decida di rendere viva la memoria del figlio, Fredy, grande appassionato di musica, danza e teatro, e che crei dal nulla un&#8217;associazione artistico musicale. <span id="more-2642"></span></p>
<p><strong>L’associazione “Artistico-Musicale Fredy Sagray”</strong>, nata recentemente proprio per volere di Vera, debutta il 16 maggio prossimo a Milano, e porta sul palco un gruppo di giovani non professionisti.</p>
<p>Fredy, morto in un incidente d&#8217;auto proprio un anno fa, era entrato a far parte di un gruppo di giovani, impegnato nella realizzazione di un musical. E’ stato quindi naturale per Vera, armata di grande intraprendenza e dalla necessità di esorcizzare il dolore, fondare un’associazione onlus in nome del figlio, con l’obiettivo di unire ragazzi non professionisti, con l’inclinazione per il ballo, il canto e la recitazione, proprio come Fredy, ed aiutarli così a coltivare le proprie passioni, in un ambiente amichevole, divertente e sereno.</p>
<p>L’appuntamento del <strong>16 maggio </strong>è una tappa importante per l’associazione, infatti sarà l’anniversario della scomparsa di Fredy. Per questo la serata è organizzata in esclusiva per la comunità ebraica di Milano (alla quale la famiglia di Fredy appartiene) e per desiderio di Vera, l’intero ricavato della serata sarà devoluto all’<strong>ospedale pediatrico Schnaider di Petach-Tikva</strong> (Israele), struttura conosciuta a livello internazionale e specializzata nella cura e accoglienza di bambini affetti da epilessia. Alla serata interverrà Lin Schnaider, fondatrice dell’ospedale.</p>
<p>Il 17 maggio invece lo spettacolo è aperto al pubblico.</p>
<p style="text-align: center;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><em>L’Associazione “Artistico-Musicale Fredy Sagray” sarà in scena con il musical “Mosè – Il Principe d’Egitto” al Teatro Rosetum di Milano (via Pisanello, 1) il 16 e il 17 maggio prossimi. </em></p>
<p><strong>Per info: </strong></p>
<p>tiozzoelisa@libero.it</p>
<p>Facebook: Associazione artistico-musicale “Fredy Sagray”</p>
]]></content:encoded>
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