DONNE NELLA STORIA. Rita Atria, nata a Partanna.
Settembre 24, 2008 by Chiara
Filed under Donne nella Storia
“La mia bedda Sicilia gioca sempre su due tavoli diversi, quello della fiction e quello della realtà. E in mezzo ci sono io, che di fiction(e) non ho nulla e di reale ho tutto il resto. Giovane donna di belle speranze a Palermo dove, per trovare lavoro, devi promettere di fare l’acchianata a Santa Rosalia, anche se sei agnostica.”
———————————————
Ho assistito alla prima settimana di proiezione di “Agrodolce” e sono sopravvissuta. Forse. Non che io voglia criticare la soap, anzi. Mica l’ho ancora capita. Per compensare, stasera guarderò la puntata di “Blu Notte” dedicata alla mafia. Poi uscirò di casa e mi farò una canna.
La mia bedda Sicilia gioca sempre su due tavoli diversi, quello della fiction e quello della realtà. E in mezzo ci sono io, che di fiction(e) non ho nulla e di reale ho tutto il resto. Giovane donna di belle speranze a Palermo dove, per trovare lavoro, devi promettere di fare l’acchianata a Santa Rosalia, anche se sei agnostica.
Non credi in dio, figurati in santa rosalia. Ma ci andrai fin lassù, al santuario, se tutto andrà per il verso giusto. E poi chiederai alla santuzza – un’altra donna come te, ma di epoca diversa – ancora una volta la stessa cosa: “Tu che sei patrona di Palermo e l’hai già liberata – perché anche Palermo, ovviamente, è donna – dalla peste, liberala adesso da Cosa Nostra – un’altra donna, solo che lei è buttana”.
E a cosa aspira una giovane donna siciliana (come me) che non vuole essere additata come buttana? No, non ad avere un marito per poter fare finalmente l’amore (troppo tardi!), ma a essere come loro. Come Antonella Azoti, Tatiana Klimenco, Graziella Di Blasi, Pina Rizzotto, Francesca Serafino, Francesca Serio, Felicia Bartolotta, Saveria Antiochia, Michela Buscemi, Maria Sagona, Giovanna Giaconia, Graziella Campagna, Ida Abate, Piera Aiello, Rita Atria, Vita D’Angelo, suor Carolina, Rita Borsellino…
——————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————
Il 4 settembre scorso avrebbe compiuto 34 anni e, invece, se n’è andata quando di anni ne aveva appena la metà: 17. Rita Atria era un’adolescente nel 1992, aveva la stessa età di quelle ragazze il cui sogno più grande, oggi, è quello di fare la velina.
Rita, però, aveva un sogno ben diverso. Sognava giustizia. La sognava per sé stessa, per suo padre e suo fratello uccisi da Cosa Nostra, per sua madre così incapace di comprendere la sua scelta, per sua cognata così coraggiosa da fare la sua stessa scelta prima di lei, per sua nipote così piccola e già costretta a diventare grande, per sua sorella emigrata a Milano pur di non sentire più parlare della Sicilia.
Nata a Partanna – in provincia di Trapani – nel 1974, Rita era figlia di don Vito, un mafioso che aspirava a raggiungere i vertici dell’organizzazione. E quando lo uccisero, nel 1985, Rita divenne la sorella di Nicola, un orfano desideroso di vendetta. Fu solo nel 1991, quando uccisero anche Nicola, che Rita divenne semplicemente Rita e, insieme a Piera Aiello, la giovane vedova di Nicola, e a Vita Maria, la nipotina, entrò nel programma di protezione dei testimoni di giustizia.
Sì, perché anziché ballare sul bancone di qualche programma televisivo, Rita aveva deciso che il suo più grande sogno sarebbe stato quello di aiutare il nuovo procuratore capo di Marsala, Paolo Borsellino, ad arrestare tutti i mafiosi di Partanna.
Ed era anche riuscita, Rita, a fare scattare le prime manette ai polsi. Era riuscita a farsi una ragione dell’ostilità di sua madre, che l’aveva ripudiata nel momento stesso in cui lei aveva deciso di farsi giustizia, ma di non cercare vendetta. Era riuscita a farsi una ragione persino dell’indifferenza di quella sorella maggiore che, trasferendosi a Milano, aveva deciso di dare un taglio netto alle sue origini…come fanno tanti ancora oggi, del resto…
In qualche modo, era riuscita a reinventarsi una vita, Rita. Solo che Cosa Nostra tolse anche lei quella vita quando, il 19 luglio 1992, fece saltare in aria Paolo Borsellino e la sua scorta. Rita era di nuovo orfana di padre e non lo sopportò. Rita si uccise e lasciò a noi solo un tema: “Forse un mondo onesto non esisterà mai. Forse se ognuno di noi prova a cambiare, forse ce la faremo”.
Firmato Rita Atria, velina mancata.
di Barbara Giangravè


Comments
Tell us what you're thinking...
and oh, if you want a pic to show with your comment, go get a gravatar!