DONNE OGGI. Metti una sera a cena con le Girl Geek: la tecnologia è femminile.
Aprile 12, 2009 by Giada
Filed under ., Donne Oggi
Le abbiamo scoperte, ovviamente, online. Sono le Girl Geek Dinners, cene e incontri che hanno come protagoniste ragazze appassionate di tecnologia, internet e nuovi media.

In Italia le trovate su www.girlgeekdinnersitalia.com, ma tutto nasce in Inghilterra, nel 2005, da un’idea di Sarah Blow. Lei è una software engineer ed ogni volta che partecipa ad una conferenza tecnica si trova circondata da soli uomini, e per di più viene scambiata per una persona del reparto marketing. Di sicuro nessuno la tratta come un tecnico esperto.
Vista la situazione, decide di organizzare una cena per sole donne che lavorino nel settore hi-tech, per farle conoscere e unire. Un modo per creare una comunità, ma anche per moltiplicare le opportunità di lavoro e approfondire argomenti di interesse comune.
A Milano sono già state organizzate sette cene, ma gli eventi si stanno moltiplicando in diverse città.
E per chi è già pronto a tacciare gli incontri di eccessiva chiusura bisogna dire che gli uomini, in realtà, non sono esclusi, ma sono ammessi a partecipare solo come invitati di una donna e comunque in numero limitato.
Noi di Frida abbiamo partecipato all’ultimo evento milanese. Abbiamo parlato, ascoltato, conosciuto persone e ritrovato vecchie conoscenze. Ci siamo divertite.
Poi abbiamo chiesto alle organizzatrici di concederci un’intervista per conoscerle meglio. Loro sono un gruppo affiatato di sette ragazze, ci hanno risposto per motivi pratici in due: Sara Maternini e Sara Rosso.
Da quanto esiste Girl Geek Dinners Milano?
La prima cena milanese fu organizzata da Amanda Lorenzani il 30 marzo 2007. Quasi un anno dopo il team attuale ha preso in mano l’organizzazione e abbiamo organizzato la seconda cena in febbraio 2008. Ad oggi
abbiamo organizzato 7 cene in totale a Milano. La prossima sarà il 19 giugno e per chi è interessata si possono seguire tutti gli annunci su http://www.girlgeekdinnersmilano.com
Voi che mestiere fate?
Sara Maternini: sono community manager, amministro o gestisco community online (http://www.saramaternini.com).
Sara Rosso: sono una digital strategist - lavoro sulla strategia e esperienza dell’utente per siti e progetti internet a Maison,the. Ho fatto anni di lavoro come un networking engineer per HP e poi gestivo servizi Internet per Ogilvy (http://www.sararosso.com).
Cosa vi ha spinte ad occuparvi delle GGD?
Sara Maternini: l’interesse verso la condizione femminile e le immense possibilità che potevamo offrire ad altre donne che lavorano nel nostro stesso settore. Possibilità di conoscersi tra di loro, di fare networking, di scambiarsi idee e conoscenze, di conoscere magari anche il loro futuro datore di lavoro.
Sara Rosso: cercavo qualcosa simile alle mie esperienze negli Stati Uniti perché sono stata coinvolta spesso in gruppi di networking tra le donne e ci sono tante opportunità. In Italia credo che la donna in tecnologia è una figura che esiste, ma è difficile trovarla, quindi vorremmo creare una community dinamica con tante opportunità di conoscere altre donne con gli stessi interessi e di tirare fuori nuove persone interessanti. Poi, il fatto che la tecnologia mi interessa tantissimo e che lo uso per lavoro vuol dire che le GGD sono i miei clienti, le mie colleghe, le mie amiche.
La situazione sta cambiando? Dal vostro punto di vista c’è una maggiore apertura (mentale ma non solo) verso le donne nel mondo della tecnologia?
Sara Maternini: La situazione non potrà che migliorare: c’è sicuramente un apertura maggiore, ma purtroppo il numero di laureate in facoltà tecnologiche scende ogni anno. La tecnologia è un campo vario e molto ampio, che anche grazie alle possibilità introdotte da Internet è sempre meno monopolio di pochi eletti, e sempre di più aperto verso il mondo.
Sara Rosso: Credo che in altri paesi sono stati fatti grandi passi avanti e credo in Italia si può fare lo stesso. Forse è anche più interessante perché c’è strada da fare, e possiamo far parte del cambiamento.
Quali sono le vostre attività oltre alle cene?
Sara Rosso: Quest’anno abbiamo trasformato il blog www.girlgeekdinnersitalia.com in un sito di contenuto: “Girl Geek Life - Idee, appunti, approfondimenti, stili di vita delle ragazze appassionate di tecnologia e nuovi media”. Quindi vogliamo continuare a condividere la nostra conoscenza e quello che scopriamo online e con la community. Accettiamo articoli anche da guest blogger, quindi è un’iniziativa molto aperta. L’anno scorso abbiamo fatto un GGCaffè, un incontro molto informale la mattina prima di un evento (IAB Forum) dove c’erano tante Girl Geek coinvolte. Speriamo di fare altri eventi come questo nel futuro, espandere la nostra presenza nelle scuole e università, oltre che creare altre opportunità il riconoscimento e lavoro che stanno facendo le Girl Geek in Italia.
Avete partecipato a qualche GGD all’estero? Se sì, che clima si respira rispetto all’Italia?
Sara Maternini: ho partecipato a 3 Girl Geek Dinner a Londra, organizzate dalla fondatrice del movimento, Sarah Blow. Il clima è molto diverso, ma questo perché Londra ha una scena high tech
molto più variegata, attiva e interessante di quella italiana. Prima della crisi, era molto facile trovare venture capitalist per delle start-up: ogni sera c’era la possibilità di partecipare a un evento geek, che fosse dedicato alle donne, o all’assaggio di vini, o ai videogiochi (solo per nominarne alcuni). Una scena viva, in continuo movimento. In Italia, sotto certi punti di vista, siamo ancora legati a vecchi schemi e timorosi nei confronti del nuovo che avanza.
Cosa andrebbe fatto, secondo voi, per migliorare la condizione della donna nel lavoro, a partire dal vostro settore? Ha senso pensare alle quote rosa per cambiare le cose?
Sara Maternini: Per migliorare la condizione della donna nel nostro settore, ma come in molti altri, bisogna stravolgere dei ruoli stereotipati ancora molto radicati nella cultura italiana. Il telelavoro, possibilissimo in molti casi e auspicabile, è ancora un’utopia in una nazione che non vede di buon occhio una gestione del tempo lavorativo non centralizzata e poco autonoma. La donna ha ancora sulle sue spalle l’intera gestione della quotidianità familiare, senza avere da parte del datore di lavoro o del proprio compagno nessuna agevolazione. Non ha senso parlare di quote rosa, se poi gli ambienti lavorativi sono plasmati attorno a degli stereotipi ottocenteschi, in cui l’uomo non fa altro che lavorare e si aspetta che la donna accudisca casa e famiglia. L’introduzione del telelavoro, della flessibilità degli orari, degli asili all’interno delle grandi aziende, potrebbe migliorare di gran lunga la produttività e la serenità di donne e uomini.
Nelle immagini la settima cena delle Girl Geek a Milano, organizzata nell’ufficio condiviso Cowo (http://www.coworkingmilano.com)
Foto di Massimo Carraro (http://www.monkeybusinessmilano.it)
di Giada Strazzella


max on Dom, 12th Apr 2009 18:35
ciao e grazie della citazione!
confermo che le girl geek sono super ;-)
max/cowo/monkeybusiness