MUSICA. Agnese Manganaro: fra stile Bossa Nova, Puglia e anni ‘50

Agnese Manganaro è una promettente cantautrice, con un occhio strizzato al Brasile e allo stile Bossa nova e un altro al repertorio italiano anni ’50/’60 ( fra l’altro splendida la cover di Bruno Martino “E la chiamano estate”). E’ in tour promozionale per l’uscita del suo primo album da solista “ Mille petali”prodotto dalla bolognese Irma Records, già nota per avere fra i suoi nomi come Sarah Jane Morris, di cui già Agnese lo scorso anno ha aperto un concerto al Catania Jazz Festival. Dopo un precoce debutto nel mondo della musica, Agnese non si ferma più, e con modesta ma caparbia consepevolezza delle proprie capacità vocali, passo dopo passo con una grazia tutta sua, fedele allo stile che propone anche oggi al suo pubblico, riceve prima una borsa di studio dalla scuola di Mogol, poi partecipa a Castrocaro fino alle selezioni di Sanremo. Oggi si è gentilmente prestata a rispondere a qualche domanda per Frida magazine sul suo nuovo lavoro.
Qual è stato il tuo percorso artistico? In particolar modo quali sono gli artisti del panorama musicale che t’hanno influenzato maggiormente?
Agnese è una pralina, ripiena al gusto di bossa nova, farcita da pezzetti di jazz e ricoperta da pop fuso! Ascolto con disinvoltura dall’elettronica alla musica antica, ma il jazz, il pop e la bossa nova sono le maggiori influenze musicali dalle quali sicuramente mi sono lasciata attraversare. In Musica si può assorbire da qualsiasi cosa, ma devo riconoscere che mi riconosco nel periodo “Tiki” che va all’incirca dagli anni ’50 ai ’60 e ti stupirò dicendoti di essere stata rapita per lo più da compositori d’orchestra (e non cantanti) come Les Baxter,Eumir Deodato, Ennio Morricone, Piero Umiliani, Esquivel, Piero Piccioni, Alessandro Alessandroni, Gorni Kramer e in ordine temporale sparso Debussy, Ravel, Dario Castello, Johannes Kapsberger… Concludo però dicendo che per me in assoluto, esiste musica fatta con passione e musica fatta senza passione.

foto di Antonio Manzone
Cosa ne pensi a livello nazionale ed europeo dell’attuale ambiente musicale, e con ambiente intendo anche case di produzione e tutto l’iter che c’è dietro? Si pensa che sfondare nella musica sia dovuto semplicemente a un dono ( quello vocale), ma probabilmente non basta, vero?
Il panorama musicale odierno permette a chiunque la possibilità di reinventarsi musicista grazie alla tecnologia. Questo sicuramente alimenta la fantasia umana, ma è anche vero che a causa di molteplici motivi le vendite diminuiscono, dunque le case discografiche puntano molto su chi fa musica facilmente vendibile dimenticando invece che la gente ha bisogno di musica fatta con amore e professionalità. Canto da quando avevo tre anni e nel corso del tempo ho affinato la mia voce, i testi, le melodie che scrivo e il senso estetico ed etico. Questo mi rende quotidianamente orgogliosa e credo che mi basti per continuare il cammino senza pormi troppe altre domande.
Cosa pensi di questi programmi televisivi che portano alla ribalta in pochi mesi gente semisconosciuta riuscendo a raggiungere visibilità e notorietà (ed anche golosi contratti con super-etichette! ), lasciando dietro tutti quegli artisti che hanno anche fatto anni di gavetta e che hanno seguito anche un iter più canonico come scuole di musica, accademie e via dicendo?
Non guardo la televisione dunque non parlo di quanto vedo ma parlo per sensazioni. Un tempo si andava in tv solo se il cantante con le sue qualità canore teneva il pubblico incollato allo schermo. Oggi la gente guarda la televisione perché avendo smesso di rapportarsi all’altro si rapporta alla solitudine di massa, lasciando alla televisione la facoltà di decidere i propri tempi, i propri pasti e i propri gusti: anche quella è una scelta. Esistono due mondi paralleli ma distanti tra loro, ossia: quelli che la musica la fanno per amore dell’Ego, e quelli che la musica la fanno per amore della Musica. I primi sono fugacemente illuminati da luci esterne, i secondi emanano luce propria.
Descrivici Agnese: com’è, cosa fa, nella sua giornata tipo, quando è libera da impegni lavorativi e /o mondani? Avrai anche tu un paio di pantofole sgangherate e una maglietta di 3 taglie più grandi, come tutte noi, no?
Agnese adora leggere, ha un debole per il bricolage, ama cucinare i cibi più svariati e onorare gli amici servendo la cerimonia del thé.
Hai un episodio da raccontare, dove credi di essere stata discriminata soltanto perchè donna? Qualcosa di curioso, utile a ridere su alcuni atteggiamenti maschili un po’, come dire, tonti?!
Ne racconterò solo uno in breve… un uomo mi chiese se ero io a comporre le mie canzoni e,
quando gli dissi che mie erano sia le melodie sia i testi, sgranò gli occhi rispondendo che non era possibile, perché solo gli uomini sono capaci di comporre!!
Sei pugliese come me, ma credi sia più semplice trovare una realtà artistico/culturale nel centro e nel nord Italia? Ossia, ti pare che ci sia ancora un po’ di immobilità artistica qui? Ti porgo questa domanda perchè come sai molti giovani decidono di riempire la propria valigia e emigrano nella speranza di trovare un trampolino migliore: ad esempio sbaglio o tu stessa mantieni un certo rapporto con Bologna?
Al nord ci sono molte più possibilità di migliorarsi professionalmente e l’ambiente più
competitivo dona varietà ed occasioni proprio perché c’è una maggiore proposta, ma per affrontare il mondo esterno con sicurezza ci si deve scrutare dentro, dando al proprio essere un “valore specifico”. Nel mio caso, ho imparato a riconoscere le mie qualità e ad agire con tenacia, ossia quando ho capito che musicalmente avevo qualcosa da dire, ho iniziato a spedire i miei demo a tutte le case discografiche e nel corso degli anni ho avuto la possibilità di valutare diverse offerte contrattuali che mi hanno poi portato ad incidere con quella che oggi è la mia casa discografica, ma ti assicuro che, se non fossi stata totalmente convinta delle mie attitudini musicali, non avrei mai potuto iniziare questo viaggio.
Ultimissima : parlaci in breve di “ Mille petali”… perchè ascoltarlo?
Concepisco la Musica come un grande prato pieno di fiori. Ogni fiore, un genere musicale. Ogni genere musicale, uno stato d’animo. Questo è la mia opera prima, dunque nel mio album “Mille Petali” coesistono gli stati d’animo di una vita intera, la mia. Perché ascoltarlo? Perché ho scritto e cantato l’intero album di getto… per regalare all’ascoltatore il trasporto di una donna vintage anche nell’anima.
di Mariagrazia Gallù
foto di Antonio Manzone –Lecce (grazie!)


ivan on Dom, 17th Mag 2009 05:59
Profonda, intensa, brava e bellissima. Delizia di vista e udito. Spero di poterti vedere e sentire presto dal vivo!
Liberiamo la Musica, i Sapori e le Sensazioni – Arci Res Avetrana | ilTarantino.com on Sab, 11th Lug 2009 19:09
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