IRRIVERENTE. Orgasmi e voglie sconfinate. I pensieri senza mutandine di Sophieboop
Maggio 11, 2009 by Chiara
Filed under ., Irriverente, Storie di Fallocentrismo
Sophieboop ha pensieri senza mutande. Ha una frangetta nera corta e sempre perfetta. La incontro nei corridoi di un grattacielo in cui rimaniamo entrambe chiuse per ore. La incontro davanti alle macchinette del caffè e nella stanza in cui ci è consentito fumare. Sophieboop sembra un fumetto, disegnata per bene, con contorni belli netti. E’ sempre vestita b-e-n-i-s-s-i-m-o ma non ti guarda in cagnesco (almeno non mi sembra) in stile donna-mangio-donne.
Sophie ha un blog bellissimo. (www.sophieboop.com) in cui parla di cazzi, orgasmi, tette, masturbazioni, giochini erotici e voglie sconfinate. E’ più che spudorata, è senza mutande.
Sophie si presenta così nel suo blog :
“Qui i pensieri non portano le mutandine.
Qui non c’è giusto e sbagliato, bello o brutto. Qui gli uomini non sono tutti bastardi e le donne non sono tutte puttane. Qui ci sono solo persone, esseri umani. (…) Il sesso crea la vita.
Credo nel sesso come amore e nel sesso innamorato. Credo anche nel sesso senza amore. Credo nel sesso come passione e istinto primordiale. Credo nel sesso come lotta, sangue e viscere. Credo nel sesso come cura. Credo nel sesso come seduzione. Credo nel sesso come arte. Credo nel sesso come contatto. (…) Il sesso è una
pulsione che nessuno può ignorare. Ma che spesso è condizionato da quello che ci sta intorno: dalla società, dall’educazione, dalla religione, dalle esperienze. Spesso non il sesso non viene vissuto serenamente. Per questo scrivo di sesso. Perchè vorrei che ci fosse almeno uno spazio dove esprimere ispirazioni, opinioni ed esperienze, sentendosi liberi, vivi, veri.”
———————————————————————————-
Sophie ha regalato un post a Fridamagazine (e si spera ce ne regali altri):
di Sophieboop
Anni fa, quando non scopavo, mi sentivo davvero una sfigata.
E pensare che solo 50 anni prima sarei stata innalzata dalla comunità come esempio di somma virtude! Solo fisica, ovviamente, perchè l’innocenza mentale – canonicamente intesa, visto che io mi sento perfettamente pura – l’avevo già persa da un pezzo tra film porno e un corredo di fantasie erotiche del tutto invidiabile.
Mi sentivo irrimediabilmente, completamente sfigata visto che a 18 anni era tanto se avevo visto 2 piselli dal vivo in tutta la mia vita tempestata di ormoni. Non sapevo cosa volesse dire avere essere sanguinariamente deflorata dal vicino di casa e nemmeno come si potesse rischiare il soffocamento praticando la 69.
Mi sentivo esclusa. Sembrava che tutto il mondo scopasse tranne me. Persino le amebe e i parameci scopavano. Certo, era sempre scopare con se stessi, ma era comunque fare sesso. Uno degli ingredienti della banale popolarità.
Volevo fare anche io la mia rivoluzione sessuale, togliermi i vestiti come fossero catene, fare cose trasgressive e godere di tutte le terminazioni nervose che avevo in corpo. E anche sentirmi amata. Come tutti. Volevo ribellarmi alla mia condizione di minorata sociale come quando – 40 anni fa – si scopava con un qualsiasi essere vivente (cani, capre e balene) anche solo in segno di sfregio a chi diceva che tutta questo piacere e questa promiscuità fossero disdicevoli. Immorali. Vergognosi.
In effetti, forse avevano ragione questi veliardi mortificatori delle gioie della vita: perchè è disdicevole, immorale e vergognoso scopare solo per aggiungere un nome – o meglio, un numero – nel proprio curriculum sessuale. Per il semplice fatto che solitamente quando si fa sesso ci sono di mezzo delle persone, vive, e questo rende il sesso un po’ meno sportivo degli altri sport. Invece sembra che oggi nel sesso valga il detto “l’importante è partecipare” e non “l’importante è godere”. O star bene. O far star bene. O amarsi.
Forse non si è ancora capito che la vera libertà sessuale è una questione più intima di quanto si pensi. Non è una legge pubblicata sul gazzettino, non è una moda titolata sui tabloid e nemmeno una parata di cazzi di gomma, ma un diritto da reclamare con sé stessi.
E’ la libertà di scopare come ricci e anche di non scopare affatto per mesi, anche anni, volendo. E’ la libertà che ci concediamo per realizzare tutte le nostre fantasie, da frustate e pioggia dorata a grattini e posizione del missionario. E’ il non sentirsi socialmente obbligati o moralmente impediti. Si tratta semplicemente di ascoltarsi e di viversi invece di rimanere ingabbiati in strutture mentali che ci legano ben più stretti di uno shibari. E’ lasciarsi andare, semplicemente, con il sorriso sulle labbra, così come si è.
Forse, bisognerebbe solo iniziare a volersi un po’ più bene e tirare lo sciaquone, liberandoci di tutte le stronzate che ci mettono e ci mettiamo in testa.


Comments
Tell us what you're thinking...
and oh, if you want a pic to show with your comment, go get a gravatar!