DONNE NELLA STORIA. Le parole di Anna Politkovskaja in “Il sangue e la neve”, memorandum teatrale tratto dal libro

Ottobre 19, 2009 by Claudia  
Filed under ., Donne nella Storia

Anna Politkovskaja lo sappiamo chi è. Una giornalista che ha raccontato i fatti, una donna che ha fatto quello che ha fatto ad un prezzo altissimo.
Quando il giornalismo non è più un mestiere, ma diventa una lotta, con 15 minacce di morte al giorno che arrivano per mail o per telefono.
Quando scrivere significa uccidere ed essere uccisi
.
Una lotta per la verità di una giornalista che secondo i ministri offende ed è ‘non rieducabile’.

“Una giornalista che non ha la tessera politica e che quindi non dovrebbe essere una giornalista”.

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Ma sappiamo per cosa è stata uccisa? Conosciamo le verità che voleva denunciare, l’inchiesta su cui ha lottato e vissuto negli ultimi sette anni della sua vita?

Il memorandum teatrale dedicato ad Anna Politkovskaja è un concentrato serio e trasparente delle testimonianze della giornalista russa. Senza sensazionalismi, intriso di onestà e sobrietà.
La bravura di un’interprete Ottavia Piccolo asettica e neutrale, la discrezione inorganica dello sfondo postatomico e la soverchiante potenza delle parole recitate.
S’intitola “Il sangue e la neve”, come le sostanze che contornarono il 27 dicembre 2002 l’esplosione che fece fermare il tempo: l’attentato al palazzo del governo a Grovsny. “Fumo e fuoco, ghiaccio e neve. vetture incendiate, vestiti a brandelli, guanti, pneumatici, cofani, vetri, schegge, una testa umana, piastrelle, una gamba, sacchi di plastica, il sangue, la neve, il sangue, la neve. Ceceni che fanno saltare in aria altri ceceni.” Anna voleva vedere.

Dubrovka musical“. Al teatro Dubrovka 800 ostaggi e 41 sequestratori ceceni che chiedono la fine della guerra in Cecenia. Anna ha trattato con il terrorista capo.

Scuola di Beslan in Ossezia“. Anna parte per testimoniare il sequestro e si ritrova in ospedale, avvelenata.

A Grovsny, la capitale cecena, a dettare gli articoli del giornale attraverso le cabine telefoniche dopo mezz’ore di code, a domandarsi ogni notte se l’esplosione che sente sarà quella che farà crollare il suo condominio, a rischiare di giorno il freddo e la fame, e la sera dopo il coprifuoco delle 18 le scorribande dei banditi e degli alcolizzati. Ad ascoltare le storie dei ceceni sulle razzie di uomini, sui saccheggi dei villaggi e sugli stupri delle donne da parte di bande di russi e ceceni tutti insieme - in Cecenia lo stupro è legale - .
Anna voleva esserci.

“Mi dica che scriverà”, le diceva la gente.

Mentre nel primo canale della tv di stato russa le fiction fanno propaganda della guerra in Cecenia, in cui i russi sono buoni e onesti, i ceceni brutti e cattivi. “dio vi benedica, russi”.

Mentre gli ‘intelligenti’ le chiedono lei da che parte sta - riguardo ai fatti di Beslan e la scuola presa in ostaggio dai ceceni e bombardata con i lanciafiamme dell’esercito russo il primo giorno di scuola, vetri e matite per terra - perché prendere posizione è intelligente - non crede?- , lei riflette sul fatto che sulle tombe dei bambini c’è scritto il nome e l’età, ma non se sono stati uccisi dai russi o dai ceceni. Ma sì, prendere posizione è ‘intelligente’.

Ottavia Piccolo

Ottavia Piccolo

Ottavia Piccolo è l’interprete di Il sangue e la neve, il memorandum ad Anna Politkovskaja, un mosaico di testimonianze e denunce della giornalista sulle realtà della guerra in Cecenia. Nella cornice di un cementificio abbandonato che fà da teatro spettrale e grandioso, la voce della Politkovskaja si apre e si diffonde, e a distanza di tre anni dall’omicidio della giornalista - assassinata il 7 ottobre 2006 sull’ascensore di casa sua mentre portava la spesa a un giorno dalla pubblicazione della sua inchiesta - testimonia il coraggio di una donna che è stata sola una delle numerose vittime del regime russo contro la libertà di stampa.

Le sue inchieste sulla guerra in Cecenia e le denunce dei maltrattamenti ai civili sono state requisite e non ancora ufficialmente pubblicate.

“Il sangue e la neve” è un libro di Stefano Massini, adattato alla tv grazie a Felice Cappa. Il video è stato trasmesso questo giovedì su Rai Due e si può rivedere sul sito di Rai.tv. Per vederlo clicca qui.

di Claudia Selmi

 

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