LIBRI. “Cause di forza maggiore”. Di quando Amélie si innamorò dello champagne.
Novembre 25, 2009 by Giada
Filed under Libri & Fumetti
“Questo champagne è così freddo che le bollicine si sono indurite - disse- mi sembra di bere polvere di diamanti”.
Ogni cosa, nel nuovo romanzo di Amélie Nothomb, ruota intorno al champagne. Non è solo il vino in sé. Certo, la bottiglia di Veuve Clicquot già con il suo nome fa da indizio, personaggio, emblema.
Ma in realtà c’è un po’ di più. Un’atmosfera che galleggia sul filo dei bicchieri bevuti.
Un po’ su di giri, un po’ imprudente. I protagonisti entrano leggeri in situazioni improbabili, con la grazia di chi si lascia tentare da un altro sorso di champagne. E poi un altro.
Tutto nasce da una domanda. Cosa faresti se un estraneo morisse a casa tua?
Potrebbe essere una storia da raccontare a una festa, di quelle che si immaginano dai film e dai libri, feste che forse da qualche parte ci sono anche, nella realtà (ma nella realtà probabilmente sono tristi e vagamente squallide). Invece quelle che sogniamo sono decadenti, con personaggi ubriachi o solo eccentrici che si muovono in stanze gigantesche ed eleganti.
Posti dove potrebbe succedere di tutto e tutto sarebbe plausibile. Come se fossimo tra le pagine di “Il maestro e Margherita”.
Allo stesso modo Amélie Nothomb fa sembrare assolutamente naturali le vicende fuori dal comune di “Cause di forza maggiore”, che si muove a metà tra la storia d’amore e il noir, dove le donne hanno un nome diverso per ogni persona che si innamora di loro e gli uomini cambiano identità come si cambiano i vestiti.
Tutti sospesi a mezz’aria, e avvolti di bollicine. Ma completamente lucidi.
di Giada Strazzella


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