CRONACA. Parlando della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Novembre 27, 2009 by Giada  
Filed under Cronaca

L’altro giorno, il 25 novembre, era la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Io lo so, che meglio parlarne un giorno che mai. Però mi rimane sempre quella sensazione di inutilità, mi sembra davvero un po’ ipocrita dire per tutto un giorno con tutti i canali possibili che la violenza sulle donne è tanta, e bisogna dire basta,  per poi tornare a 364 giorni senza una parola.

Anzi no, di parole se ne usano fin troppe quando in tempo di campagna elettorale casualmente arrivano alla ribalta due casi di stupri ravvicinati (come se, purtroppo, lontano dai riflettori non ce ne fossero sempre). Si usano molte parole inutili, in quei casi, e di solito le donne coinvolte sono le ultime di cui ci si preoccupa. Per l’ennesima volta.

I fatti, quelli non li vedo mai.

Non voglio mimose l’8 marzo e scuse il 25 novembre. Voglio essere pagata come un uomo che fa il mio stesso lavoro, voglio donne nei posti di potere, voglio degli asili dove far andare i miei figli se desidero continuare a lavorare. Vorrei anche che il part-time non significasse “non ho voglia di lavorare, sono una fallita” e che i presidenti del consiglio non fossero innocenti “utilizzatori finali” di escort.

Credo che dare alle donne più dignità e autorevolezza aiuti a cancellare il diritto di potere e sopraffazione che alcuni uomini pensano di avere.

E’ per questo che spero che il presidente della Repubblica Napolitano, dopo aver fatto il suo discorso contro la violenza sulle donne, si opponga al disegno di legge sul processo breve.

Tra i reati che finirebbero cancellati, e che in futuro sarebbero ostacolati dall’obbligo di tempi ristretti (vista l’assenza di mezzi per lavorare più velocemente nei tribunali), ci sono quelli di maltrattamento familiare e di violenza privata.

Eppure, il 75% dei casi di violenza alle donne avviene proprio in ambito familiare.

Un luogo da garantire e proteggere il più possibile.

Perché è quello più fragile e complicato in caso di violenze. E perché proprio dal rapporto con gli uomini che ci troviamo come parenti, o che arriviamo a scegliere come compagni – conviventi - mariti, nasce il rapporto che ogni uomo e ogni donna hanno con il resto della società.

di Giada Strazzella

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