CRONACA. Mariti in Affitto. Se l’uomo di casa non è più come una volta.

Dicembre 14, 2009 by Stefania  
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C’era una volta una donna. Se apriva il forno, lo faceva per controllare la cottura della crostata e non per lubrificare la ventola tangenziale di raffreddamento. Curava le peonie nel vasetto in balcone, e non doveva scendere in giardino con il disboscatore trinciatutto professionale per evitare che le piante fagocitassero la casa. E in bagno, quando non entrava per farsi bella, doveva vedersela al massimo con il calcare. A stringere le guarnizioni delle tubature, e a tutto il resto, ci pensava il marito.

Già, c’era una volta una donna perché c’era una volta anche un uomo.

Poi la situazione è degenerata, e sembra che l’uomo abbia progressivamente perso la sua manualità. Forse per colpa del lavoro d’ufficio, o del calcetto dopo l’ufficio che l’ha reso troppo stanco, o forse del fatto che la parità dei sessi sia stata impugnata in modo improprio, della serie “se io uomo ho imparato a cambiare il pannolino al pargolo, tu donna puoi fare lo stesso con le ruote da neve dell’auto”, il non-lo-so-fare, versione alibi del non-ho-voglia-di-farlo è diventato un leitmotiv del compagno moderno.

E qui, di fronte a una tapparella bloccata, le soluzioni sono poche. O si aspetta l’intervento di un più volenteroso cugino/fratello/vicino di casa o ci si rimbocca le maniche. D’altronde, fa parte dell’adattamento della specie. Se in una coppia l’uomo si atrofizza, l’evoluzione deve compensare. Così le mani della donna, progettate per stringere un rimmel e prodigare carezze, si sono adattate alla chiave inglese e al trapano Black&Decker. Poi non ci si lamenti, però, della perdita di femminilità se sotto la french manicure rimane il segno dell’olio da ingranaggio.

Grazie al cielo, a dare una mano (in tutti i sensi) ci ha pensato Gian Piero Cerizza, un uomo dotato di senso pratico e ironia, che ha inventato i Mariti in Affitto: uomini appassionati di fai da te, che si mettono a disposizione delle donne lasciate a se stesse per risolvere piccole rogne quotidiane. Una sorta di tuttofare a domicilio, surrogato di un marito attento e volenteroso. Sono già sparsi in tutta Italia e, sebbene non risolvano il problema di base, l’assottigliamento della figura del partner, si prendono cura di cose altrettanto importanti, tipo sistemare il cigolio della sedia a dondolo o portare lo scooter a fare la revisione.

Ben venga, se serve a riportare la donna dalla cassetta degli attrezzi al suo beauty-case. Ma non alimentiamo false speranze su una possibile presa di coscienza dei mariti e un futuro migliore: perfino Gian Piero Cerizza, il fondatore, ha confessato che in casa sua non fa niente di quello che fa quando viene chiamato in servizio.

di Stefania Dotti

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