CRONACA. Patch Adams e il miracolo delle donne

Dicembre 16, 2009 by Chiara  
Filed under Cronaca

“Una risata salverà il mondo” è il motto che più lo rappresenta. A lui si devono l’introduzione di terapie mediche come la gelontologia (dal greco “gelos” ossia riso e “logos” cioè scienza), diffusa in 65 paesi sparsi fra i 5 continenti, dai più conosciuta come “clown terapia”.

Alla sua storia è ispirato il film omonimo interpretato da un grandioso Robin Williams, che lo ha reso celebre nel resto del mondo.

Stiamo parlando di Patch Adams, il medico americano, oggi 64enne, che ha totalmente rivoluzionato l’ambito scientifico da lui accusato d’essere troppo professionale e freddo.

Scopo della sua rivoluzione è tutt’ oggi quello di insegnare che il medico non è solo colui che “curale malattie”, ma anche colui che “si prende cura del malato”. 

Le sue priorità riguardano da sempre tutto ciò che può migliorare la qualità della vita umana, attraverso la potenzialità terapeutica del riso e del pensare positivo. La sua fondazione, il Gesundhelt Institute, a partire dal 1971 continua a distribuire milioni di farmaci gratuiti a chi l’assistenza sanitaria non può permettersela.

I suoi progetti, che si spera possano vedere al più presto la luce, sono la costruzione di un Centro di formazione internazionale ed una clinica gratuita a Pochaontas, in West Virginia, per formare medici e paramedici provenienti da tutto il mondo.

In Italia  ha rilasciato recentemente un’intervista a Il Sole 24ore, dove ha palesato oltre alla sua filosofia di vita, il pensiero nei confronti dell’universo femminile, lasciandoci alquanto esterefatte.

Esordisce rendendo nota la sua profonda volontà di vivere in un mondo dove nessuno possa ricordare cosa significhi la parola “guerra”, libero da violenze ed ingiustizie sociali di ogni genere.

Benedice la rivoluzione apportata dall’introduzione del “microcredito” grazie alle teorie del premio nobel dell’economia Mahommend Yunus, che ha permesso a milioni di persone di uscire dalla soglia di povertà.

E continua affermando che tutti i problemi del mondo sono causati da persone di sesso maschile, che spinti dalla propria cupidigia non permettono il corretto funzionamento di nessun sistema politico. Gli uomini hanno perduto per sempre il loro spirito, rendendo il denaro il loro unico Dio. (Il che, a dirla tutta, è peccato maschile quanto femminile).

Per quanto riguarda la sua avventura professionale e personale, dice di essere riuscito ad arrivare a tanto soltanto grazie al fatto d’essere stato generato, da una grande madre e donna.

Assieme a suo fratello ha cominciato a lavorare e continua a farlo tutt’oggi, semplicemente spinto dall’amore. Perché il vero miracolo di ogni giorno è l’essere amorevoli, altruisti, generosi e fare di tutto ciò il proprio modello di vita.

Patch dice d’essere nato e cresciuto da orfano di un padre militare professionista, in un America dove a malapena i diritti civili erano garantiti per i bianchi, figuriamoci quelli della popolazione nera. Perciò dopo svariati tentativi di farla finita, ha ben pensato invece di vincere questo senso d’impotenza per mezzo della sua personale rivoluzione.

La forte autostima trasmessagli da sua madre, gli ha permesso nel corso degli ultimi 46 anni di portare avanti ciò in cui crede. La sua scelta di portare i clown negli ospedali è dipesa dal fatto che nessuna scuola medica insegna la compassione e questi risultano solo luoghi tristi e squallidi.

Il mondo adulto è troppo serio perché oppresso da questa idea globale che il potere economico sia l’unica ragione di vita. Ma quello dei clown non è che un granello di sabbia per ribellarsi al sistema.

Non bisogna però focalizzarsi sul dolore provocato dalle ingiustizie, ma essere stimolati e stimolanti e capire come poter cambiare una situazione.

Il dolore può essere mutato in gioia solo grazie alle donne che nella storia hanno fatto tutto quello di cui avevamo bisogno. Non esiste un solo essere di sesso femminile nella storia che abbia causato danni irreversibili come l’uomo.  Le donne, che siano madri o non lo siano, sono per indole esseri apportatrici d’amore. Perciò tutto quello di cui abbiamo bisogno è una madre.

di Mariagrazia Gallù

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