DONNE NELLA STORIA. Christine de Pizan. L’incredibile vita di una donna nel medioevo
Settembre 1, 2010 by Chiara
Filed under ., Donne nella Storia
Christine de Pizan è del 1364, è italiana, ma dall’età di 4 anni vive in Francia: il padre è medico-astrologo presso la corte francese e Christine cresce fra i libri: divora filosofia, divora letteratura e divora poesie. Se li mangia i libri, lei donna d’alto medioevo, caso raro di educazione concessa ad una donna. Se li mangia con lo studio. E’ il padre Tommaso a volere per lei un’educazione pari e uguale agli altri figli maschi.
A quindici anni Christine sposa un notaio di corte, Etienne de Castel, dal quale ha tre figli che educa, istruisce, cresce al meglio di sé. Al suo fianco un marito che ama. Poi, nel giro di dieci anni Christine perde tutti: muore Carlo V, a cui Christine era molto legata, e con lui svanisce il lavoro del padre a corte. Il nuovo re è Carlo VI. Quello detto il pazzo, per intenderci. Nel 1387 e poi nel 1390 muoiono il padre Tommaso e il marito Etienne.
Una donna sola alla fine del’300 non può esistere, sopravvivere, vivere. Lei però, che non vede nella donna solo la pacificatrice delle mura domestiche, lei che affianca la donna alla politica, che considera il suo sesso il miglior garante della pace e della concordia a livello di corte così come a livello di stato, non demorde. Ha tre figli da crescere e un’ anziana mamma da accudire. E l’unica cosa che ha fatto nella vita è studiare, istruirsi ed istruire. Trasforma tutto ciò nel suo mestiere: Christine diventa scrittrice di professione. Compone ballate, opere di stampo pedagogico, poesie, racconti in prosa, trattati politici. Inizia un’attività di copista e miniaturista e compie persino ricerche storiche: sarà lei a redigere la biografia di Carlo V.
Un importante spunto di riflessione sulla condizione femminile le viene suggerito da un’opera di Jean de Meung, chierico e professore universitario che verso la fine del 1200 aveva ripreso un’opera incompleta di un romanziere cortese, Guillaume de Lorris. L’opera incompleta, intitolata Roman de la Rose, e conclusa da Jean de Meung, dipinge la donna come debole e misera, perfida e ammaliatrice, cattiva seduttrice che confonde, con la sua grazia, i poveri ometti.

Christine critica formalmente l’opera del chierico e scatena una vera e propria querelle. Per molti è la prima querelle femminista della storia. Christine non ama i mezzi termini. Le cose per lei sono chiarissime: gli uomini e le donne sono uguali, in tutto e per tutto. Nella corte di Francia si scatena il putiferio. Alcune dame con “pedigree” di tutto rispetto si schierano con Christine (basti ricordare Isabella di Baviera, moglie del re di Francia), mentre intellettuali, chierici e politici si lamentano della sconsideratezza delle affermazioni di Christine.
E’ però fra il 1404 e il 1405 che Christine de Pizan raggiunge la fama. Scrive infatti l’opera La città delle Dame ( Livres de la Cité des Dames) e con autoironia e sarcasmo (tecnica diciamo non proprio in voga in quei secoli), parla di misoginia e di condizione femminile.
“Ahimè, mio Dio, perché non mi hai fatto nascere maschio? Tutte le mie capacità sarebbero state al tuo servizio, non mi sbaglierei in nulla e sarei perfetta in tutto, come gli uomini dicono di essere…”.
Per tutta l’età adulta scriverà opere spesso criticate. Tra le altre: Le Livre de Corps de Police, in cui invita i principi ad aiutare le vedove, l’autobiografico L’Avision-Christine, L’Epistre au Dieu d’Amours, in cui condanna chi diffama le donne, Le Livre de Trois Vertus, ideale continuazione de La Città delle Dame, nel quale incoraggia le donne ad essere forti e a pretendere rispetto.
di Chiara Levi
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Vi segnalo che è uscito al cinema qualche mese fa il film Christine Cristina, per la regia della “debuttante” Stefania Sandrelli che ha deciso di passare dall’altra parte della macchina da ripresa proprio per raccontare la vita di una donna di fine ‘300.


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