Le ondate di coronavirus sembrano dare tregua ad alcuni territori, e nuocere invece più gravemente ad altri. E così, mentre l’Europa si sta preparando per poter affrontare la stagione invernale, e con essa il presumibile picco della seconda ondata, ci sono altri territori che invece stanno gradualmente cercando di tornare alla “normalità” (qualsiasi cosa possa significare in un contesto così complicato).

Ebbene, come ci ricorda un recente approfondimento condiviso da https://it.escort4you.xxx/, sempre particolarmente attento a comprendere come si stia evolvendo il mercato turistico ai fini relax & svago, le Isole Vergini britanniche hanno annunciato l’intenzione di riaprire le frontiere già a partire dal prossimo 1 dicembre, anche se mancano ancora alcuni dettagli circa le modalità con cui potrà essere possibile fruire dei viaggi in questa destinazione, e anche se non è ancora noto se ci saranno delle restrizioni per alcuni territori europei di partenza.

Ad ogni modo, tale decisione è stata confermata dal premier e ministro delle Finanze, Andrew Fahie, che ha affermato che il governo è ottimista e si prepara alla riapertura del territorio per accogliere turisti e altri visitatori. Il premier ha poi aggiunto che il territorio ha due mesi interi di tempo per prepararsi e che bisogna “fare le cose per bene e farle tutti insieme, sia il governo che il settore privato”. Il premier ha quindi precisato che l’esecutivo intende riaprire il territorio nel modo più sicuro possibile, usando la scienza e la tecnologia come guida per poter ispirare le proprie decisioni, nella salvguardia del proprio territorio di riferimento.

Ricordiamo che la destinazione di cui oggi parliamo è una sorta di isola felice in un contesto di evidente drammaticità, visto e considerato che l’arcipelago ha avuto meno di 100 casi di Covid-19 e un solo decesso. Il Paese ha tuttavia ottenuto questi risultati anche perché è in sostanziale isolamento dallo scorso mese di aprile, evitando in tal modo delle contaminazioni dall’esterno.

Fahie ha dichiarato che gli abitanti delle Isole Vergini continueranno a fare la loro parte per contenere la diffusione del virus, e ha invitato tutti “a fare la nostra parte e recitarla bene, per assicurarci di aderire a tutte le misure di distanziamento sociale approvate, per ridurre o eliminare ogni possibile diffusione del virus”.

Ricordiamo anche che le Isole Vergini britanniche sono un arcipelago di 60 isole, a est di Portorico, e anche altri arcipelaghi vicini sono quelli delle Isole Vergini degli Stati Uniti, situate nell’immediato sud-ovest del Paese. Quindici delle isole sono abitate, con gli agglomerati principali che sono Tortola (la capitale è Road Town), Virgin Gorda, Anegada e Jost Van Dyke.

Insomma, gradualmente anche i territori che avevano preso delle decisioni più nette circa il contenimento del virus, tanto da chiudere le frontiere in maniera più o meno rigida all’esterno, stanno cercando di riprendere possesso delle proprie possibilità. Rimane da capire in che modo verrà disciplinata questa graduale riapertura e, come già abbiamo avuto modo di accennare non troppe righe fa, se ci saranno dei requisiti sanitari all’ingresso.

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